martedì 5 dicembre 2017

Sotto l'albero

Sabato la cena del team ciclistico di cui seguo la parte agonistica.

Dovevo essere nel ristorante prima per fare delle interviste, lei arrivava dopo. Non dire a nessuno di noi mi dice, non vogliono che gli altri sappiano.


La cena prosegue bene, io sono nel tavolo del team, lei in quello escursionisti. Vado da lei, e mi siedo con il gruppo. Tutto bene.
Purtroppo alza parecchio il gomito (tanto da cadere ben tre volte). Mi sono vergognato io per lei.
Il gruppo con cui era venuta va a casa, decide di rimanere con me. Facciamo molto tardi , la riaccompagno a casa. Ci baciamo, molto.
Ci vediamo anche domenica, vado a casa sua, un film alla tv e quello che fanno le coppie che hanno appena iniziato il loro percorso, baci carezze, mano nella mano.

Vado a casa tardi, senza aver fatto la spese per il giorno dopo, ma chi se frega.

Arriva il lunedi, mi contatta tramite msn le fa male il braccio mi chiede consiglio. E' bella questa cosa.
Ore 14:00 io inizio a lavorare in ufficio e da parte sua iniziano le paturnie, non può iniziare una storia cosi nelle sue condizioni, con la mamma da accudire ottantenne che abita a 50 km un padre appena morto ed una storia di 10 anni finita un anno fa ma con un mutuo pendente ed un ex senza lavoro.
Tante, tantissime preoccupazioni, ma ci sono io, non posso fare molto se non starle vicino e magari aiutarla concretamente in qualche modo.
Niente, barriera, gli rompiamo tutti le scatole, non ha voglia di sentire nessuno, si isola, gli danno tutti fastidio, mi risponde male, mi tratta male. Nessuno può darle niente, solo parole buone di conforto che a lei non servono nulla, il peso da portare è sempre e comunque suo.
La chiamo, cerco di farla ragionare, ma nulla, ormai ha deciso. Fine della storia. Le do la buona notte, lei riattacca il telefono prima di me. Io lancio il telefono sul letto che ovviamente per la legge del tutto deve andare storto rimbalza sul materasso e si infila in quel piccolo limbo tra la testiera e la cornice del materasso: risultato, spalliera smontata.

Do amore e ricevo merda come sempre. Per la prima volta in vita mia mi metto a pregare per lei suo padre, per darle la forza di affrontare questo gran casino.
Io mi metto da parte.



12 commenti:

  1. Mannaggia che sfiga..certo che tra lutti recenti, difficoltà logistiche (la distanza dai genitori), problematiche economiche...però non so, io non ci metterei sopra una parola definitiva. Chiaro che i presupposti per una relazione stabile non ci sono, per ora, ma comunque non cancellarla completamente dalla tua vita.

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    1. ciao... si veramente tanta... la lascio un po per i fatti suoi... poi si vedrà

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    2. Esatto. Se poi trovi qualcun'altra, allora tanti saluti a lei :P

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  2. Non so che dire, ogni volta che leggo i post in cui parli delle ragazze che conosci mi viene da pensare "ma perché?io non mi comporterei così". Ma questo probabilmente non ti aiuta.
    Come dice Riccardo neanche io penso che si tratti di una fine definitiva, se ho inquadrato almeno un pochino il tipo di ragazza. Nel caso dovesse tornare davvero, però, sii bravo a spiegarle che è vero non siete sposati, però un pochino di rispetto spetta anche a te, quindi che sia chiara rispetto alle intenzioni che ha con te. Così come sta facendo ora non andrà lontano neanche lei, mi sa

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    1. ieri da come mi parlava veramente mi ha inquietato. I suoi discorsi erano al limite della disperazione e la posso capire, anzi la capisco. Ma un compagno, una persona che ti stia a fianco serve anche per quei momenti di sconforto, una spalla su cui piangere. Certo non sono le basi di serenità su cui iniziare un rapporto, ma allora non mi prenderesti le mani quando siamo seduti sul divano e non mi baceresti neanche.

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    2. Esatto, per questo dico che io non mi sarei comportata così. Perché in te avrei visto una spalla su cui poggiarmi anche solo un attimo, non avrei aggiunto altra sofferenza a quelle che io lasciando andare un uomo che, seppur non propriamente il mio fidanzato ancora, sta dimostrando di volermi stare accanto.
      E proprio per questo ti suggerisco di farle presente che tu ci sei, ma lei deve apprezzarlo e decidere se vuole la tua presenza e quindi stare con te, o se non ti vuole e quindi dirtelo chiaramente. Può anche solo dirti "guarda, sono confusa e farò tira e molla", però devi saperlo. E' più onesto questo che dirti no e poi tornare, dirti si e poi andare.

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    3. Anzi, per voi :) Che è meglio :)

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  3. Mi dispiace. Una lei così confusa non è sicuramente un punto di partenza stabile e positivo per una relazione, soprattutto all'inizio. Mi sento, però, di dirti di non demordere e, con delicatezza, esserci. Senza, ovviamente, annullare la tua vita per lei ma dimostrandole semplicemente che non sei uno che alla prima difficoltà scappa.
    Non so perché ma ho buone sensazioni.
    Certe problematiche logistiche si superano. Es. i miei vivono a 300km da me e sai bene che mio babbo è in casa di riposo dopo l'ictus. Eppure il modo di far quadrare tutto si trova. In bocca al lupo!

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    1. grazie mille per il conforto, ci spero e tengo duro.

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